Condividendo ancora una volta il sentimento di rinnovamento e rafforzamento dei rapporti tra i club gemelli, i Lions Clubs Siracusa Eurialo e Catania Alcantara (già Giardini Naxos Valle dell’Alcantara) hanno condiviso il service distrettuale “I Lions per la cultura della prevenzione del territorio - Tutela del paesaggio, del patrimonio culturale e dell’identità territoriale” trascorrendo una giornata conoscendo in modo diretto uno dei beni ambientali e paesaggistici più noti della Sicilia: l’Etna, il vulcano che con il suo parco è oggi Patrimonio dell’Umanità Unesco.

40 tra soci ed accompagnatori dei due clubs hanno trascorso la domenica 21 maggio tra Nicolosi e Zafferana, vivendo “u Mungibbeddu” dentro e fuori, sotto la sapiente guida del dott. Carmelo Bucolo, speleologo e biologo libero professionista, alla quale ha fatto da prologo una descrizione della storia geologica del vulcano curata dal presidente del Lions Club Siracusa Eurialo Umberto Vanella (geologo).

Prima tappa di vero impatto: elmetto in testa e tutti dentro la grotta vulcanica denominata "Grotta Lunga", una tra le molte testimonianze di ingrottamenti lavici. Una lezione “al buio” nella “pancia del vulcano” che ha fatto assaporare in modo inedito la bellezza che da mezza Sicilia è visibile a grande distanza.

A seguire, una tranquilla passeggiata su un sentiere sul Monte Nero degli Zappini, tra antiche colate laviche e boschi di larici. Vecchie colate sovrapposte, con le testimonianze dei primi tentativi di protezione civile di deviazione di una colata, con annesse le cave di estrazione dei blocchi per la creazione delle “barriere” al fiume di lava.

Infine, un panorama mozzafiato quello goduto dai partecipanti a 1960 metri nella passeggiata a tutto tondo sul ciglio del cratere Silvestri al Rifugio Sapienza, tra enormi bombe laviche e un tappeto di scorie, evidenza della forza esplosiva espressa dal vulcano nelle sue eruzioni di tipo stromboliano.

Sebbene il Rifugio Sapienza porti le cicatrici delle due devastanti eruzioni del 1983 e del 2001, gli abitanti considerano l’Etna un “monte buono”, perché ha permesso di poter vivere su questo monte e di poter comunque reagire alla potenza eruttiva del vulcano.

Alla tutela di questo paesaggio, arricchito dalle peculiarità della flora e della fauna e che si afferma altresì con il riconoscimento del Parco dell’Etna come Patrimonio dell’Umanità Unesco, si associa la tutela del patrimonio culturale ed immateriale che è andato a crearsi intorno all’Etna: le prelibatezze enogastronomiche, le arti ed i mestieri anche usando la pietra lavica, il tutto ripercorso lungo un itinerario a Zafferana Etnea che si è concluso al Museo degli Antichi Mestieri, ospitato presso la biblioteca comunale della cittadina etnea: una straordinaria eredità della storia siciliana degli abitanti del vulcano.

Una esperienza di naturalismo sul campo, ma soprattutto una conferma di un Patto di Amicizia tra i due clubs che con questi scambi si rinnova.






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